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RE.M Up To You. Frammenti di sguardi su Labirinto di Teatro dell’Argine

21 maggio 2022. Quarto giorno del Festival Up To You

Leticia, in una foto di Carlo Valtellina

Frammento 1. Un dialogo multiplo su un’esperienza immersiva

LILA: Sabato ventuno maggio, Palazzo della Ragione di Bergamo. Partecipiamo al percorso performativo progettato da Teatro dell’Argine

VALERIA: Lo spettacolo Il Labirinto, nato dal tentativo di raffigurare l’adolescenza nelle sue ferite, nelle sue fragilità profonde e delicate

LETICIA: Da adolescenti si raccolgono costantemente sfide: sfide dagli amici e dalle amiche che provocano, lanciano tentazioni…

LILA: Si apre di fronte allo spettatore/turista/protagonista un labirinto che lo condurrà attraverso episodi traumatici estrapolati dal vissuto di quattordici giovani persone.

Valeria, in una foto Claudia Bonacquisti

LETICIA: …sfide dalla società, che si aspetta sempre qualcosa di più di quello che sei…

VALERIA: E’ un lavoro che prende avvio da un lungo percorso di ascolto e di dialogo con gli adolescenti e con chi – enti, istituzioni, educatrici ed educatori – si prende cura di loro.

LETICIA: …sfide dalla scuola, che cerca sempre studenti brave, educati, puntuali…

VALERIA: Ogni spettatore è dotato di un visore, uno speciale dispositivo che proietta chi lo indossa in uno scenario così realistico da sembrare vero

LILA: il famoso “mettiti nei miei panni”. Ma è davvero possibile? I corpi sono molto più di ciò che indossano, anzi, di ciò che gli metti addosso quando li ascolti…

LETICIA: …sfide dalla famiglia, che, a volte inconsapevolmente, decide che cosa i figli e le figlie devono essere da grandi…

VALERIA: È uno spettacolo post-teatrale in realtà virtuale, che supera la tradizionale fruizione teatrale, sperimentando un nuovo linguaggio che unisce teatro, cinema, realtà virtuale e gaming.

LILA: È un lavoro che potenzialmente attira anche qualcuno che normalmente direbbe “che schifo il teatro”.

foto Denise Sartirani

LETICIA: …da adolescenti si ha bisogno di amore, empatia, accettazione, tremendo è essere rifiutati e rifiutate.

LILA: Certo si deve trovare un modo di parlare di queste realtà alla maggior quantità di persone senza farle uscire traumatizzate a loro volta, è vero anche che chi ci lavora con le e gli adolescenti, chi ha vissuto il labirinto sulla sua pelle, sa quanto possa essere duro confrontarcisi davvero

LETICIA: Troppe informazioni escono dai media e dai social media: al punto che non si sa più cosa seguire, chi ascoltare, chi ha ragione!

VALERIA: Quotidianità angoscianti e spesso invisibili, per loro natura o-scene

LILA: La verità passa attraverso una voce autentica, capace di raccontare

LETICIA: Cari genitori, voi volete il meglio per i vostri figli e le vostre figlie, per favore, cercate di empatizzare con loro!

VALERIA: Sette ragazze e sette ragazzi, come se fossero le sette fanciulle e i sette fanciulli imprigionati per essere dati in pasto al Minotauro.

LETICIA: Si cerca una guida, una direzione, che i desideri siano ascoltati e non negati.

LILA: È un lavoro a cui sono grata perché contribuisce a creare ponti fra i luoghi interni ed esterni delle persone, ma questo è solo l’inizio, non abbassiamo la soglia dell’attenzione, le domande sono ancora molte…

VALERIA: Ora, oggi, chi è il Minotauro?

Leticia, Lila, Valeria

Frammento 2. La RE.M vista mentre guarda

Frammento 3. La prima parola fuori dal Labirinto

Tanto difficile quanto intenso tentare di dire a caldo, con una parola, quello che abbiamo sentito dopo Labirinto.
Parole forti, intense, emozionate, discordanti, ricche…e multi…. come la nostra redazione.

La RE.M

Restituzioni a partire da

Il labirinto
ideato da Giacomo Armaroli, Nicola Bonazzi, Mattia De Luca, Giulia Franzaresi, Andrea Paolucci
scritto da Giacomo Armaroli, Nicola Bonazzi, Mattia De Luca, Giulia Franzaresi, Silvia Lamboglia
diretto da Andrea Paolucci
realizzazione dell’esperienza virtuale a cura di TouchLabs e Gravital
sound design e musiche originali di Matteo Balasso
con gli attori e le attrici del Teatro dell’Argine